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14. Il segreto del pane magico

  • centericsilla
  • 12 nov 2025
  • Tempo di lettura: 2 min



In una mattina soleggiata, Beni correva allegramente per i vicoli di Spaccanapoli con un ampio sorriso sul volto. Il suo naso veniva accarezzato dal profumo di caffè fresco, pane appena sfornato e dall'odore salato del mare. Nella sua tasca c'era la lista della spesa che sua zia gli aveva scritto – piena di ingredienti deliziosi per il pranzo.


Lungo la strada incontrò anche i suoi amici, che lo accompagnarono nella sua avventura. Chiacchieravano allegramente quando, improvvisamente, sentirono a distanza un amico ridere mentre parlava con sua zia Carmela, che gestiva uno dei negozi più famosi della città.

– Ciao, Beni! – gridò uno dei suoi amici.

– Vieni subito a vedere cosa vende la mia zia!

Beni guardò curioso dentro il negozio. Nella vetrina vide un pane rotondo, tagliato a metà, con un buco strano al centro, come se qualcuno avesse diviso un grande pretzel. Si grattò la testa, perplesso.

– Cos'è questo? – chiese con la bocca aperta.

– Si è rotto il pane? O tua zia si è dimenticata di cuocere il centro?

Carmela rise e prese un pezzo del pane.– Questo, caro mio, è la fresella! – disse con orgoglio.

– È vecchia quanto Napoli stessa!

– Ma è così dura che ci potrei battere un chiodo! – si meravigliò Beni.

– Hai ragione! – annuì Carmela.

– Questo pane era il tesoro dei marinai. Quando salivano a bordo delle navi, portavano con sé la fresella, perché non andava mai a male. Bastava un po' di acqua, e tornava in vita!

Con queste parole, Carmela si avvicinò al rubinetto, lavò velocemente il pezzo di pane – solo per un attimo! – poi versò un po' di olio d'oliva dorato sulla sua mano, aggiunse qualche fetta di pomodoro profumato e rosso, cosparse con sale, origano e infine mise qualche foglia di basilico.



– Ecco, prova, piccolo riccio! – sorrise.

Beni prima annusò con cautela. L'odore delle erbe fresche lo incantò. Poi assaggiò. Il pane era croccante, ma allo stesso tempo morbido, e il sapore dolce-acido del pomodoro danzava sulla sua lingua.

– Questo... è pane magico! – esclamò.

– È come se il mare e il sole fossero entrati dentro!

Carmela strizzò l'occhio.

– Esatto, la fresella è l'amicizia tra il passato e il presente. Basta un po' di acqua e rinasce, proprio come le vecchie storie.

Le mani di Carmela si muovevano veloci mentre preparava altri condimenti: tonno, olive, ricotta e rucola.

– Facciamo la specialità dei ricci! – rise.

A quel punto Beni saltò su una delle sedie e, con allegria, cominciò a recitare:


Fresella, fresella, scrocchia il sole,

Dal cuore di Napoli nasce ogni boccone!


Così, Beni e i suoi amici passarono tutto il pomeriggio a decorare freselle davanti al negozio. I passanti si fermavano, assaggiavano, e tutti sorridevano.

Quando il sole tramontò, il piccolo riccio sospirò:

– Oggi ho imparato qualcosa, Carmela. Il pane non è sempre morbido, ma se conosci il suo segreto, diventa qualcosa che scalda il cuore – come l'amicizia.

Carmela gli accarezzò la testa.

– Bravissimo, piccolo! La fresella non è solo pane – è un pezzo di Napoli nel tuo cuore.


E così Beni, il piccolo riccio, divenne il più piccolo e il più entusiasta, ambasciatore della fresella della città di Napoli.

 
 
 

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