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21. La principessa della Luce della Dimora

  • centericsilla
  • 23 gen
  • Tempo di lettura: 3 min


In un pomeriggio soleggiato, mentre la zia di Beni, allegra ma decisamente severa, aveva coinvolto il nipotino in una lunga sessione di pulizie, il nostro piccolo riccio, mentre spolverava un quadro, fece all’improvviso un balzo all’indietro.


— Che succede? Di cosa ti sei spaventato, tesoro? — chiese la zia, alzando subito lo sguardo.

— Un geco… c’è un geco dietro il quadro!

— Oh, che bello! Questa sì che è una splendida notizia! — sussurrò la zia, aggiungendo piano:

— Non parliamo ad alta voce, non spaventiamolo.

— Ma perché sarebbe una buona notizia? — chiese Beni, confuso.

— Vieni, mentre preparo la merenda te lo racconto.


Mentre le mani lavoravano preparare il thè, la zia cominciò a raccontare.

— C’era una volta, tanto tempo fa, quando i vicoli di Napoli erano ancora molto più stretti e dalle pareti delle case si diffondevano profumi di limone e di mare, un ospite speciale e invisibile abitava la città:

Bella ’Mbriana, lo spirito buono e la custode delle case.


Secondo la leggenda, ’Mbriana non è sempre stata uno spirito. Un tempo camminava nel mondo come una splendida principessa: i suoi capelli neri e lucenti le cadevano sulle spalle, e i suoi occhi erano azzurri come il mare ai piedi del Castel dell’Ovo.


Un giorno, però, un grande dolore si impossessò di lei. Il suo amore non era ricambiato e il cuore della ragazza si congelò lentamente nella solitudine.

La sofferenza divenne così grande che un giorno lasciò il palazzo e cominciò a vagare per i vicoli della città come un’ombra sola e smarrita.


Il padre della principessa, un potente sovrano, osservava disperato ciò che stava accadendo a sua figlia. Non riusciva a fermarla, ma decise di proteggerla in un altro modo. Di nascosto, osservava quali case aprivano la porta con compassione alla ragazza errante, e quelle le ricompensava in segreto: talvolta con oro, talvolta con cibo, talvolta semplicemente con la fortuna.


La gente cominciò a sussurrare:

— La ragazza luminosa percorre i vicoli… e dove viene accolta con amore, lì nasce la benedizione.


Così nacque la storia di Bella ’Mbriana, la protettrice delle case.


Con il passare degli anni, il corpo della principessa svanì lentamente, come un’ombra a mezzogiorno, ma la sua anima rimase. L’invisibile ’Mbriana prese dimora in ogni casa in cui trovava pace, calore e amore. Scivolava silenziosa nelle stanze come il riflesso del sole sul pavimento e vegliava sulle persone che la accoglievano con rispetto.

Raramente si lascia vedere: se qualcuno percepisce la sua presenza, lo spirito si trasforma all’improvviso in un geco o in una farfalla e fugge nella luce prima che qualcuno possa riconoscerla.


Si dice che non ami il disordine né i litigi. Una stanza polverosa o una discussione rumorosa possono facilmente allontanarla. Per questo i napoletani non parlavano mai ad alta voce di traslochi o ristrutturazioni, per non offenderla e rischiare che lasciasse la loro casa.


— Ti ricordi la storia del Munaciello? — chiese a quel punto la zia.

Beni annuì, perché stava mordendo una brioche al cioccolato.

— Allora sai quanti guai ha combinato il furbo Munaciello, il folletto col cappuccio. Lui ama il caos, mentre ’Mbriana ama la pace. Sono l’esatto opposto l’uno dell’altra.

Quando in casa scoppiavano litigi o le difficoltà si abbattevano sulla famiglia, i napoletani si mettevano al centro della casa con le mani giunte e sussurravano piano:

— Bella ’Mbriana, vieni… portaci pace.

E dove veniva chiamata, presto le voci si placavano e il calore tornava ad abitare la casa.

Il tempo passò, le case crollarono, altre vennero costruite, ma Bella ’Mbriana non scomparve. Ancora oggi vive in ogni casa colma d’amore. Molti napoletani la salutano tuttora entrando:

— Buonasera, bella ’Mbriana!


Si dice che chi la saluta così non verrà mai abbandonato da lei. In molte case c’è ancora una piccola statuetta che raffigura la principessa nata dalla luce del sole.

E se anche tu mantieni ordine, pace e amore nella tua casa, può darsi che una sera d’estate, aprendo la finestra, tu veda una farfalla posarsi sul bordo della tenda. E forse… forse è proprio lei: Bella ’Mbriana, venuta a benedire la tua casa.


ascoltò la storia con gli occhi spalancati. Poi si voltò lentamente verso la porta e, a pieni polmoni ma con rispetto, disse:

— Buonasera, bella ’Mbriana! Grazie per vegliare su di noi!

La zia sorrise. In quell’istante, lungo il muro, brillò qualcosa: il piccolo geco riapparve, poi corse elegante verso la luce.



— Vedi? — disse la zia. — Questo significa che anche da noi la principessa si sente bene.

— Allora… — Beni si raddrizzò orgoglioso — allora la nostra casa è davvero speciale!


E da quel giorno Beni non dimenticò mai di salutare dolcemente, a bassa voce, ogni volta che rientrava a casa:

“Buonasera, bella ’Mbriana.”


Perché chi scopre che la principessa della luce veglia su di lui, non entra mai più in silenzio da una porta. 


 
 
 

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