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34. La magia della curiosità

  • 1 ora fa
  • Tempo di lettura: 4 min

In un caldo pomeriggio soleggiato, Beni era sdraiato sul morbido tappeto della sua stanza e stava sfogliando un enorme libro di fiabe. Il libro era pieno di bellissime immagini colorate. Ma non parlava di re o di draghi, bensì di uno degli animali più grandi e più gentili del mondo: l’elefante.


Beni era completamente immerso nelle immagini. Vedeva gli elefanti camminare insieme nella savana polverosa, i piccoli rannicchiarsi accanto alle loro madri e spruzzarsi acqua addosso con la proboscide sotto il sole caldo.

– Che animali meravigliosi… – sussurrò.

– Chissà se un giorno potrò vedere anch’io un vero elefante?


Come se qualcuno avesse sentito il suo desiderio, la porta si aprì ed entrò suo zio.

– Cosa stai leggendo con tanta attenzione, Beni? – chiese gentilmente.

– Degli elefanti! – rispose Beni.

– Ma io sicuramente non ne vedrò mai uno… perché a Napoli non ci sono elefanti.

Lo zio sorrise.

– Chi ha detto che non ci sono?

Beni si mise a sedere.

– Davvero ci sono?

– Certo! Qui c’è uno zoo, uno dei più antichi d’Italia!


Gli occhi di Beni brillavano come due piccole stelle nel cielo.

– Raccontami!

Lo zio si sedette accanto a lui e iniziò a raccontare.

– Tanto tempo fa, nel 1940, fu aperto per la prima volta come parte di una grande esposizione. Poi, dopo la guerra, nel 1949, aprì definitivamente. Il suo primo direttore fu Angelo Lombardi, che amava così tanto gli animali da parlarne anche in televisione.

– Era il capo degli animali? – chiese Beni.

– Più che altro il loro amico – sorrise lo zio.

– Aveva molti amici anche in Africa e loro aiutarono ad arrivare animali speciali allo zoo. Più tardi il parco fu diretto da Franco Cuneo e in quel periodo divenne davvero famoso.

– Perché divenne famoso? – chiese Beni.

– Perché vivevano lì molti animali rari. Pappagalli colorati, antilopi veloci e nacquero anche cuccioli speciali: caracal, cani selvatici, rinoceronti neri e ippopotami.

– E anche elefanti?

– Sì, anche elefanti – annuì lo zio.

– Lo zoo aiutò anche gli scienziati. E immagina, c’era un posto vicino, il cratere degli Astroni, dove alcuni animali potevano vivere quasi in libertà.

– Sembra davvero una fiaba! – disse Beni.

– E sai cos’altro è interessante? – continuò lo zio.

– Lo zoo aiutò anche la nascita di una organizzazione molto importante per la protezione della natura.

– Quale?

– Il WWF.

– Cos’è il WWF? – chiese Beni.

– Il WWF è come una grande squadra che protegge gli animali della Terra – spiegò lo zio.

– Sono come i guardiani della natura. Il loro obiettivo è salvare gli animali in pericolo e proteggere le foreste e i mari. Il loro simbolo è un panda, perché anche lui è un animale che ha avuto bisogno di protezione.

Beni sorrise.

– Allora sono veri eroi che salvano gli animali!

– Esatto – disse lo zio.

– E cosa è successo dopo allo zoo?

– Quando Franco Cuneo morì nel 1983, arrivarono tempi difficili. Dopo un po’ i soldi diminuirono e le condizioni dello zoo iniziarono a peggiorare. Nel 2003 era quasi chiuso.

Beni si rattristò.

– Poveri animali…

– Sì, fu un periodo difficile. Ma dopo il 2013 arrivò un nuovo direttore, Francesco Floro Flores, che non si arrese. Decise di salvare lo zoo.

– E ci riuscì?

– Sì. Piano piano lo ristrutturarono. Riaprirono la fattoria didattica, sistemarono l’area degli elefanti e arrivarono anche nuovi animali. Lo zoo tornò a vivere.


Beni quasi saltava dall’emozione.

– Allora… adesso posso davvero vedere un elefante?

Lo zio si alzò.

– Che ne dici se ci andiamo adesso?

Beni quasi dimenticò di respirare.

– Adesso?! Davvero adesso?!

– Adesso – sorrise lo zio.


Poco dopo erano già davanti al cancello dello zoo. Il cuore di Beni batteva forte. Poi lo vide.

Un vero elefante.

Era enorme. Molto più grande che nel libro. La sua pelle era rugosa, le orecchie si muovevano lentamente e la proboscide oscillava dolcemente, come se lo stesse salutando.


Beni rimase in silenzio, poi disse piano:

– I libri sono meravigliosi… ma la realtà è ancora più meravigliosa.

L’elefante sembrò voltarsi verso di lui per un momento e Beni sentì come se tra loro fosse nata un’amicizia segreta.


Da quel giorno Beni lo sapeva:

La curiosità è la più grande magia del mondo. Perché chi fa domande trova sempre nuove meraviglie.




Giochiamo!


1. Perché Beni all’inizio non credeva di poter vedere un elefante?


A) Perché ne aveva paura

B) Perché pensava che a Napoli non ci fossero elefanti

C) Perché non gli piacevano gli zoo


2. Perché lo zoo di Napoli era speciale in passato?


A) Perché c’erano solo cani

B) Perché c’erano molti animali rari e nacquero anche dei cuccioli

C) Perché era aperto solo di notte


3. Cosa dimostra il fatto che Beni facesse tante domande?


A) Che era impaziente

B) Che era curioso e interessato

C) Che era triste


4. Perché il WWF è importante nella storia?


A) Perché aiuta a proteggere gli animali

B) Perché vende i biglietti dello zoo

C) Perché nutre gli elefanti


5. Cosa rappresenta il momento in cui Beni vede l’elefante per la prima volta?


A) Che gli animali sono rumorosi

B) Che la realtà a volte è ancora più bella dell’immaginazione

C) Che gli elefanti sono pericolosi



Soluzioni

1 – B

2 – B

3 – B

4 – A

5 – B



Vero o falso


Beni non aveva mai visto un elefante perché non esistono in Italia.

vero o falso


La storia dello zoo mostra che dopo le difficoltà si può ricominciare.

vero o falso


L’obiettivo del WWF è proteggere gli animali e la natura.

vero o falso


Lo zio di Beni non si interessava alle sue domande.

vero o falso


Una delle morale della storia è che vale la pena essere curiosi.

vero o falso


Beni rimase deluso quando vide l’elefante.

vero o falso


Valutazione


0–4 risposte corrette


Sei stato bravo a leggere tutta la storia di Beni!

Torna indietro e rileggi la sua avventura.


5–8 risposte corrette


Sei un lettore molto attento!

Sai già quasi tutto sullo zoo.


9 o più risposte corrette


Super! Sei diventato un vero esperto di zoo!

Sicuramente anche tu vorresti visitare lo zoo di Napoli.

Napoli e Beni ti aspettano con tanto affetto!



 
 
 

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