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36. Szent Jòzsef fànkjai
Un pomeriggio, mentre tornava a casa, Beni sentì un profumo dolce nell’aria che riempiva le piccole strade. — Zia, che cos’è questo buon profumo? — chiese entrando in cucina, dove la zia stava già preparando la cena. La zia sorrise: — È il profumo delle zeppole di San Giuseppe, Beni. A Napoli sono un dolce molto importante. Le prepariamo ogni anno soprattutto il 19 marzo. — E chi è San Giuseppe? — chiese Beni curioso. La zia si sedette accanto a lui e iniziò a raccontare: — S
3 giorni faTempo di lettura: 5 min


35. La magia della musica
Beni amava Napoli. Ma la sua foresta preferita erano i Quartieri Spagnoli. Le pietre erano i suoi alberi, i vicoli i suoi sentieri e le voci della gente il suo canto di uccelli. La mattina lo svegliava il profumo del caffè. Il pomeriggio schivava il pallone dei bambini che giocavano per strada. La sera si fermava ad ascoltare le storie che uscivano dalle finestre aperte. Perché Napoli parlava sempre. Ma Beni sentiva anche un’altra cosa: che il cuore della città era bello e pe
19 marTempo di lettura: 5 min


33. La merenda speciale
In un soleggiato pomeriggio, verso l’ora della merenda, Beni continuava a guardare verso la cucina. Il suo pancino cominciava a brontolare piano piano. Era proprio arrivato il momento di mangiare qualcosa. Proprio allora entrò nella stanza la sua zia, con un cappello in testa e la borsa in mano, come se fosse pronta per uscire. Beni la guardò stupito. — Non faccio merenda oggi? — chiese un po’ preoccupato, accarezzandosi la pancia. La zia gli sorrise. — Ma certo! Oggi però ti
14 marTempo di lettura: 5 min


32. La Vecchia Signora
Quella mattina Napoli era più silenziosa del solito. Il mare non scintillava, nell’aria c’era qualcosa di misterioso, un’attesa leggera. Beni guardava la montagna dal balcone. Era sempre lì, la vedeva ogni giorno – eppure quella mattina sembrava diversa. E se voleva essere sincero con sé stesso, desiderava da tempo vederla da vicino. — Oggi saliamo da lei — disse all’improvviso suo zio, che proprio in quel momento uscì sul balcone con una tazza di caffè in mano, come se avess
4 marTempo di lettura: 5 min


31. La prima mozarella di Beni
In una luminosa mattina, Beni, il piccolo riccio, stava annusando nel giardino di sua zia quando arrivò l’amica della zia dal vicino caseificio (dove si producono i formaggi). Portava un grande cestino di vimini pieno di delizie fresche. In cima al cestino riposavano alcune mozzarelle bianchissime. Questo famoso formaggio italiano è l’orgoglio del Sud Italia. I maestri casari lo preparano con latte caldo, poi tirano e lavorano la pasta del formaggio finché non diventa morbida
27 febTempo di lettura: 5 min


30. Il mistero del cornetto napoletano
Il mattino seguente Beni si svegliò presto. Dalla finestra filtrava il lieve rumore della città. Da qualche parte una caffettiera sibilò e dalla strada arrivava il profumo dei dolci appena sfornati. Beni portò subito la zampa alla tasca per controllare se lì dentro ci fosse ancora il regalo del giorno prima. Una piccola figurina di riccio. Uno dei maestri l’aveva realizzata nella famosa via Via San Gregorio Armeno. La piccola figura assomigliava un po’ al dio del sole egizian
24 febTempo di lettura: 5 min


29. Dove è sempre Natale
La zia di Beni viveva in una piccola casa fiorita nel cuore della città vecchia. Era famosa per la sua marmellata d’arance e per il fatto che conosceva una storia per ogni strada. Anche in quella bella giornata illuminata da raggi dorati voleva sorprendere suo nipote con qualcosa di speciale: una stradina dove non erano mai stati. — Beni, oggi ti porto in un posto speciale — disse una mattina sorridendo. — Lì dove è Natale tutto l’anno. Gli aculei di Beni fremettero per l’emo
19 febTempo di lettura: 6 min


27. L'albergo delle note musicali
Il giorno dopo Beni aspettò con impazienza l’arrivo della sera. Dopo cena si sistemò comodamente sulle ginocchia della zia. La luce della stanza si fece più soffusa e, quando il libro si aprì, tra le pagine apparve una città speciale: Napoli, dove il profumo salato del mare si mescola alla musica. — Tanto tempo fa… — iniziò la zia — in questa città viveva un re, Carlo III di Borbone, che amava la musica e il teatro più di ogni altra cosa. Un giorno disse ai suoi consiglieri:
18 febTempo di lettura: 3 min


26. Salone Margherita
Beni corse a casa con grande entusiasmo. Entrò quasi senza fiato e, appena varcata la porta, iniziò subito a tempestare la zia di domande. — Zia, zia! — disse tutto d’un fiato. — Oggi siamo stati alla Galleria Umberto I con lo zio e ho visto un nome strano: Salone Margherita. Ha detto di chiedere a te, perché ami l’opera e sicuramente conosci la sua storia… e anche quella del San Carlo! La zia sorrise, posò i ferri da maglia e fece una piccola risata. — Piano, Beni, piano… ad
18 febTempo di lettura: 3 min


28. Il palazzo, dove danza il passato
Il vento giocava dolcemente con l’orlo dei cappotti e dal mare arrivava un profumo salmastro, come se Napoli stessa avesse sospirato. La zia chiese a Beni se avesse voglia di andare con lei in piazza a giocare, mentre lei sistemava le sue faccende. Al nostro piccolo protagonista non servì altro: gli mancavano già i suoi piccoli amici. Afferrò la mano della zia e si incamminarono. I bambini accolsero il loro piccolo amico con grandi grida di gioia e iniziarono subito a tempest
18 febTempo di lettura: 4 min


25. A Galleria titka
In una mattina estiva grigia e nuvolosa, Beni, appoggiato al davanzale della finestra, osservava le nuvole che lentamente scorrevano sopra Napoli. La città viveva anche così: dalla strada salivano il ronzio di uno scooter, un richiamo lontano e, da qualche parte, il profumo del caffè appena fatto. Beni si chiedeva come avrebbe potuto trascorrere quella giornata un po’ assonnata, quando all’improvviso la porta si aprì. Sulla soglia c’era suo zio, con in mano un enorme cornetto
17 febTempo di lettura: 5 min


20. Il Castello del Mare
Napoli era famosa per il suo grande porto, per le sue strade affollate e per un magnifico castello che si ergeva sulla sua costa, proprio di fronte al mare. Il castello, che tutti chiamavano “Maschio Angioino” – ma che in realtà aveva un altro nome, Castel Nuovo – era vecchio di secoli e custodiva storie misteriose e segreti dimenticati. Non tutti sapevano che, nel suo cuore, vivevano ancora gli spiriti degli antichi re, delle regine, dei poeti e dei guerrieri che avevano cam
1 dic 2025Tempo di lettura: 3 min


19. Una tazza di gentilezza
Una mattina Beni saltò giù dal letto euforico: lo zio gli aveva promesso che quel giorno sarebbero andati a pescare! Si preparò in un attimo e si sedette al tavolo. Ad aspettarlo c’era una vera colazione napoletana: una brioche morbida, un cornetto croccante e un bicchiere di succo d’arancia color del sole. La brioche e il cornetto profumavano così tanto che Beni quasi sentiva sussurrare: “Colazione pronta… è tempo d’avventura!” – Oooh… – mormorò stupito quando vide la zia ti
24 nov 2025Tempo di lettura: 2 min


18. Beni e la legenda di Topolino
Pioveva a dirotto quando Beni aprì gli occhi, e un po’ si intristì. A Napoli piove così raramente, e lui avrebbe tanto voluto giocare fuori casa. — E oggi… cosa farò? — pensò tra sé e sé. Sua zia però gli accarezzò la testolina e, con un sorriso dolce, gli disse: — Beni, mi daresti una mano oggi? Dovrei portare giù alcune scatole dalla soffitta. Nel pomeriggio viene un antiquario. Gli occhi di Beni si illuminarono. Adorava curiosare, scoprire cose antiche, e da quando viveva
23 nov 2025Tempo di lettura: 3 min


17. Miracoli che nascono in silenzio
I raggi del sole avevano già tinto di oro i tetti di Napoli e il mare scintillava laggiù come se mille piccoli diamanti danzassero sulle onde, quando Beni aprì gli occhi. La luce sopra la città era in qualche modo diversa quella mattina: più calda, più promettente. Già giorni prima, quando aveva guardato la città dalle mura del Castel Sant’Elmo, qualcosa aveva catturato il suo sguardo. Accanto al castello, non lontano dalle mura di pietra, un enorme edificio bianco brillava a
20 nov 2025Tempo di lettura: 5 min


15. Il segreto della fortezza stellata
Era una domenica, e il sole splendeva caldo sopra Napoli. Beni, il piccolo riccio, aveva trascorso tutta la mattina a giocare nel giardino della zia, mentre lei si preparava a cucinare una vera lasagna napoletana. Al centro del giardino c’era un ulivo secolare, con il tronco spesso e le radici contorte. Beni stava per tirare fuori un fiore appassito dalle radici, quando si accorse che nel terreno c’era qualcosa di strano. Una piccola scatola di legno, grande appena quanto una
14 nov 2025Tempo di lettura: 7 min


13. Gennaro, alla scoperta di un nome
In una mattina di sole, la zia di Beni fece una richiesta un po’ speciale ai due amici: – Beni, Gennaro, andate a fare la spesa e portate solo gli ingredienti più buoni per il pranzo! I due ragazzi si incamminarono tra i vicoli stretti di Napoli. Nell’aria si mescolavano il profumo del pane appena sfornato e quello dolce dei limoni; dalle finestre si udivano le voci allegre delle signore che chiacchieravano da un balcone all’altro. All’improvviso Beni si fermò, pensieroso: –
8 nov 2025Tempo di lettura: 3 min


12. Il fragile regno del Castello dell'Ovo
La mattina seguente, Beni si svegliò pieno di entusiasmo. Il sole entrava nella sua piccola stanza e, dalla finestra aperta, l’aria era piena del profumo salato del mare e del richiamo allegro dei gabbiani. Sua zia entrò sorridendo: – Ecco Peppe, Beni! Vai, gioca con il tuo amico, esplorate la spiaggia! Beni saltò giù dal letto per la gioia. Fece colazione in fretta e corse subito verso la piazzetta, dove Peppe lo aspettava con un pallone azzurro sbiadito tra le mani. – Andia
4 nov 2025Tempo di lettura: 5 min


11. La regina della pizza
La luce dorata del tardo pomeriggio accarezzava la Piazza Plebiscito, dove i bambini sedevano in cerchio, ridendo e chiacchierando, come se non avessero altro da fare al mondo che godersi il profumo dell’estate. I turisti li aggiravano sorridendo. In quel momento apparve la zia di Beni. Sul suo viso c’era quel sorriso sereno che fa sentire subito al sicuro. — Ciao, caruzze mie! — disse allegra. — Beni, dovremmo andare… ma voi non avete fame? Un attimo di silenzio, poi tutti i
30 ott 2025Tempo di lettura: 3 min


10. I 8 Re di Napoli
piazza Plebiscitò Dopo una ricca e dolce colazione, la zia prese Beni per mano e si diressero verso uno dei luoghi più belli della città: il Palazzo Reale e l’immensa Piazza del Plebiscito. Quando arrivarono, Beni rimase a bocca aperta. La piazza era così grande che sembrava che anche cento ricci potessero starci comodamente! Ovunque c’erano bambini che correvano, giocavano a pallone e ridevano. Una signora anziana con un cappello bianco li osservava sorridendo e badava a lor
27 ott 2025Tempo di lettura: 5 min
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